GLOSSARIO DELLE SIGLE E DELLE ABBREVIAZIONI

Ogni disciplina possiede una propria lingua di soglia: un sistema di sigle, abbreviazioni e segni convenzionali che il praticante esperto decifra agevolmente e dinanzi al quale il profano si arresta. La bibliografia e la filologia non fanno eccezione; anzi, per l’antichità della loro tradizione e per la stratificazione delle scuole che le hanno coltivate, hanno accumulato un repertorio abbreviativo fra i più densi e, insieme, fra i meno accessibili. Chi sfoglia il catalogo di un fondo antico, scorre le note di un’edizione critica o esamina la scheda di provenienza di un esemplare incontra regolarmente forme come s.l., coni., cett., olim, s.l.n.d.: forme che condensano in poche lettere secoli di prassi erudita e che, non sciolte, rendono muta la pagina.
Il principio ordinatore che ha ispirato quest’opera non è meramente espositivo, ma epistemologico. Un glossario di questa natura, se disposto in puro ordine alfabetico, degenererebbe in un elenco cieco, dove il lettore troverebbe la voce solo se già ne conosce la forma; e, soprattutto, lascerebbe irrisolto il problema capitale di questo dominio: l’omografia. La medesima sequenza di lettere assume infatti valori differenti secondo l’àmbito in cui ricorre. La sigla s.l. vale sine loco fra i dati tipografici ma anche supra lineam nell’apparato critico; il segno c. vale circa fra le note di pubblicazione, carta nella descrizione materiale, caput nell’articolazione del testo; la lettera v. oscilla fra verso di carta, versus poetico, vide e versus-preposizione; coll. percorre l’intera trafila da colonne a collato a collazione. Nessun esame meramente grafico potrebbe dirimere simili ambiguità: solo la collocazione in una macrocategoria assegna a ciascun segno il proprio valore univoco. Per siffatto motivo, il Glossario è ordinato, prima che per alfabeto, per campi concettuali, e segue il ciclo vitale del libro-come-testo: dapprima oggetto da descrivere, poi materia di discorso erudito, infine tradizione da ristabilire.
Ne discendono tre famiglie maggiori e otto sezioni. La prima famiglia — il libro come oggetto — comprende le note tipografiche e i dati di pubblicazione (cat. 1) e la descrizione materiale, i formati e la collazione (cat. 2). La seconda — il discorso erudito — raccoglie l’articolazione e la partizione del testo (cat. 3) e i rimandi, i richiami e le formule di citazione (cat. 4). La terza — il testo come tradizione — abbraccia i testimoni, le mani e i luoghi della scrittura (cat. 5), le operazioni editoriali sul testo (cat. 6) e il giudizio, la congettura e i segni diacritici (cat. 7). A queste si aggiunge, come sezione conclusiva (cat. 8), un nucleo dedicato alla provenienza e al possesso, che riconduce il libro alla propria dimensione di esemplare singolo e irripetibile, individuo storico portatore di una biografia.
Ciascuna voce è redatta secondo un formato costante: il lemma nella sua forma abbreviata, lo scioglimento nella forma piena latina o vernacola, la traduzione, e una nota d’uso distesa che ne illustra la funzione, l’origine storica e le insidie applicative. Là dove un segno sia omografo di un altro, una segnalazione apposita ne rinvia alle sedi concorrenti, tale che la rete dei rimandi incrociati costituisca l’ossatura connettiva dell’intero repertorio.
Il repertorio consta di 177 voci, ripartite nelle otto sezioni, e si offre non come strumento di pura consultazione ma come itinerario ragionato attraverso la cultura materiale e intellettuale del libro. Chi lo percorra dall’inizio troverà che le sigle si richiamano l’una con l’altra in una trama coerente, e che il sistema abbreviativo — lungi dall’essere un arbitrio da memorizzare — obbedisce a una logica economica e a una grammatica codificata, ereditata dalle notae iuris dei giureconsulti romani, dalle notae Tironianae della tachigrafia antica e dai sēmeia dei grammatici alessandrini. Decifrare quelle sigle significa ripercorrere la storia stessa di come l’Occidente ha scritto, copiato, citato e tramandato i propri testi.

Il presente Glossario raccoglie 177 tra sigle e abbreviazioni, ordinate per categoria tematica e corredate della rispettiva definizione. La consultazione può procedere secondo due modalità, alternative e complementari: la ricerca diretta della sigla o della abbreviazione, oppure lo scorrimento sistematico per categoria.

Ricerca diretta
Qualora la sigla o l'annotazone sia nota, se ne digiti la denominazione — anche solo nelle lettere iniziali — nell'apposito campo di ricerca. Il sistema proporrà progressivamente le sigle e le abbreviazioni pertinenti, ciascuna accompagnata dall'indicazione della categoria di appartenenza. Selezionata la sigla o l'abbreviazione desiderata, la relativa definizione comparirà nel riquadro sottostante.

Scorrimento per categoria
In assenza di un termine preciso, si proceda mediante i due menù di selezione, in successione:
1. dal primo menù si individui la categoria di interesse;
2. il secondo menù, conseguentemente attivato, presenterà le sole sigle e abbreviazioni afferenti a tale categoria, fra le quali operare la scelta;
3. la definizione sarà quindi visualizzata nel riquadro dedicato.

Nota
Il secondo menù rimane inattivo sino alla selezione di una categoria nel primo, a garanzia di una consultazione ordinata. Il passaggio da una sigla o abbreviazione all'altra non richiede il ricaricamento della pagina: è sufficiente modificare la selezione, o avviare una nuova ricerca, perché la definizione si aggiorni automaticamente.

Il presente repertorio è tratto da:
Biblioteca di Sardegna. Glossario delle sigle e delle abbreviazioni nella descrizione del libro. Cargeghe: Editoriale Documenta, 2026.

ID Deposito: 3f6e904a5f63181

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