Classificazione

Display

I caratteri display, o da titolazione, non costituiscono una classe stilistica bensì una classe funzionale: vi rientrano tutti i disegni concepiti per essere impiegati nei grandi → Corpo, là dove le esigenze di → Leggibilità nella lettura continua si allentano e il disegno può concedersi una maggiore libertà espressiva. Liberati dal vincolo della lettura prolungata,

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Blackletter (fractures)

I caratteri blackletter, in italiano gotici, derivano dalle scritture librarie medievali e si contraddistinguono per un disegno denso, verticale e fortemente angoloso, in cui i tratti spezzati prevalgono sulle curve e le → Apertura si riducono al minimo. L’elevato → Contrasto del tratto e la fitta trama conferiscono alla pagina un colore assai scuro, da

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Handwritten (manuaires)

I caratteri manuali, designati con il termine inglese handwritten e, nella classificazione Vox, manuaires, riproducono la scrittura a mano informale e quotidiana, eseguita con strumenti vari — pennello, pennarello, penna a sfera. A differenza degli → Script formali, non si rifanno a un modello calligrafico codificato, ma all’irregolarità spontanea del gesto individuale. Ne deriva un

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Script (scriptes)

Gli script, o corsivi formali, sono caratteri che imitano la scrittura calligrafica d’apparato, segnatamente quella eseguita con la penna a punta flessibile. I segni sono di norma collegati l’uno all’altro da tratti di unione, presentano → Contrasto del tratto elevato e si fondano su un’inclinazione costante che simula il gesto continuo della mano. A differenza

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Grottesco (grotesque)

Il grottesco è la più antica sottofamiglia dei → Caratteri lineali. Ne sono tratti distintivi una → Modulazione ancora lievemente percepibile, → Apertura piuttosto chiuse, curve tendenti allo squadrato e terminali spesso orizzontali. Il nome, di conio ottocentesco, alludeva alla stranezza di lettere prive di → Grazia, percepite allora come bizzarre. Dal grottesco storico discende

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Geometrico (geometric)

I caratteri geometrici sono → Caratteri lineali costruiti a partire da forme elementari — il cerchio, il quadrato, il triangolo — assunte come matrici del disegno. La o tende al cerchio perfetto, le aste a segmenti rettilinei di spessore uniforme, sicché il → Contrasto del tratto è quasi nullo e la → Modulazione del tutto

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Umanista (humanist)

L’aggettivo umanista designa, in due classi diverse, i caratteri che più da vicino conservano l’impronta della scrittura a mano. Fra i → Caratteri a grazie indica le forme più antiche e calligrafiche, prossime ai veneziani; fra i → Caratteri lineali designa invece una sottofamiglia di lineali che, pur privi di → Grazia, recano la memoria

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Didone (modern)

I Didone — termine Vox composto dai nomi di Didot e Bodoni — sono i → Caratteri a grazie di impianto più radicalmente moderno, donde l’etichetta anglo-americana di modern. Li definiscono un → Asse del carattere rigorosamente verticale, un → Contrasto del tratto estremo e → Grazia filiformi, sottilissime e prive di raccordo, che si

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Transizionale (réale)

I caratteri transizionali occupano una posizione mediana fra gli → Old Style e i → Didone, dei quali insieme condividono e annunciano alcuni tratti. Rispetto agli Old Style presentano un → Asse del carattere più prossimo alla verticale, un → Contrasto del tratto più accentuato e → Grazia più sottili e nette, ancora raccordate ma

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Old Style (garalde)

Gli Old Style, detti anche garaldi nella nomenclatura Vox-ATypI — dai nomi di Garamond e di Aldo Manuzio —, sono la più antica sottofamiglia dei → Caratteri a grazie di tipo tondo. Li contraddistinguono un → Asse del carattere marcatamente obliquo, un → Contrasto del tratto moderato e graduale, e → Grazia raccordate all’asta da

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