passim

passim — passim, «qua e là, dappertutto». Avverbio che, in luogo di un numero di pagina, dichiara l’argomento disseminato in più punti dell’opera, troppo numerosi per essere singolarmente elencati: cfr. N., op. cit., passim rinvia all’intera trattazione anziché a un luogo puntuale. È sigla di onestà e insieme di comodo: confessa che il tema percorre l’opera senza concentrarsi, ma talora maschera l’incapacità di localizzare con precisione. Etimologicamente «a passi sparsi», da passus.