Ecdotica e critica del testo

Commento

Apparato di note, chiose ed esegesi che accompagna un testo illustrandone aspetti linguistici, storici, letterari, filologici, filosofici o documentarî. Può essere continuo o puntuale, costituire contributo critico autonomo (talora più ampio del testo commentato) e qualificarsi per àmbito (linguistico, storico, esegetico) e destinazione (scientifica, didattica). Storicamente, il commento costituisce una delle forme fondamentali della trasmissione […]

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Edizione diplomatica

Edizione che riproduce fedelmente il testo di un singolo → testimone — grafia, interpunzione, abbreviazioni, errori, particolarità — senza interventi correttivi o normalizzatori. Assume funzione documentaria ed è impiegata per manoscritti, documenti d’archivio e testi di particolare rilievo materiale. Si oppone all’→ edizione critica, che ricostruisce il testo dell’opera valutando l’intera tradizione. Fra i due

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Edizione critica

Edizione finalizzata a stabilire il testo di un’→ opera nella forma più vicina possibile all’originale (o, secondo gli indirizzi, alla volontà dell’autore o all’ultimo stadio voluto), attraverso l’esame, la → collazione e la valutazione dei → testimoni. Fondata su un metodo esplicito e sulla → nota al testo, si differenzia dall’edizione corrente poiché documenta e

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Nota al testo

Sezione dell’→ edizione critica che espone i criteri dell’edizione: descrizione dei → testimoni, ricostruzione della → tradizione, → stemma, rapporti genealogici, criteri grafici, interpuntivi e di trattamento delle varianti, norme dell’→ apparato. Costituisce il documento metodologico che rende il lavoro filologico trasparente e controllabile, e in cui l’editore espone e giustifica le proprie scelte: il

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Apparato critico

Insieme sistematico delle informazioni che documentano, in calce al testo o in sezione dedicata, le → varianti dei → testimoni, le scelte dell’editore, le congetture, le correzioni e i loci aporetici: strumento che rende verificabile la → constitutio textus e consente di ricostruire le alternative scartate. Si articola in apparato positivo (che registra sia la

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Contaminazione

Fenomeno per cui un → testimone deriva non da un solo modello ma dalla combinazione di più fonti (collazione con altri esemplari, correzioni, integrazioni da rami diversi). Turba la struttura ad albero dello → stemma, giacché il testimone contaminato reca lezioni riconducibili a rami distinti, rendendo arduo o impossibile la ricostruzione genealogica lineare. Le tradizioni

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Critica delle varianti

Indirizzo della filologia, di matrice continiana, che assume come oggetto non la ricostruzione di un testo perduto da una tradizione di copie, bensì lo studio delle → varianti d’autore documentate da autografi, idiografi e stampe corrette. Distinta dalla critica del testo lachmanniana — che mira al testo costituito — la critica delle varianti tende al

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Variante

Ciascuna delle forme diverse in cui un medesimo luogo si presenta nei → testimoni. La critica testuale ne distingue le varianti di tradizione (insorte nella trasmissione: errori di copia, interventi, fraintendimenti) dalle varianti d’autore, dovute all’autore stesso in redazioni successive. Su queste ultime si fonda un intero ramo della disciplina: la → critica delle varianti,

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Lezione, lectio

[Dal lat. lectio, “lettura”] La forma in cui un determinato luogo del testo si presenta in un → testimone o è accolta a testo dall’editore. L’unità minima su cui opera la critica. Si qualifica come genuina (riconducibile all’antecedente), deteriore o erronea (corrotta), → difficilior o → facilior, adiafora o indifferente (equivalente sul piano del senso

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