om. — omisit, «omise». Registra che un testimone omette un elemento presente negli altri: «om. A» segnala che il codice A non reca la parola o il passo che la restante tradizione conserva. È fra le sigle più frequenti dell’apparato, giacché le omissioni — per salto, per distrazione, per guasto — sono l’errore di copia per eccellenza e il principale indizio per stabilire le parentele fra testimoni. Costituisce il negativo dell’aggiunta: ciò che un codice omette, un altro lo reca, e l’editore decide quale stato sia originario.
