v. / vide — vide, «vedi». Già verso di carta (cat. 2) e versus poetico (cat. 3), il segno vale qui vide, imperativo di videre, che ordina di consultare una fonte, un luogo o una voce: v. supra, v. cap. 3. A differenza di cf., che invita al confronto lasciando il giudizio al lettore, vide indirizza con autorità a un luogo che dimostra o completa l’asserto. La forma rafforzata vide etiam, «vedi anche», amplia il rinvio a fonti ulteriori.
