v. (vs.) — versus, «contro, rispetto a». Ultima riscossione del filo di v., e suggello dell’omografia più ramificata del glossario: la stessa lettera che fu facciata della carta, riga di poesia e invito a vedere, vale qui la preposizione versus, «volto contro», impiegata per contrapporre due termini, due tesi, due parti in causa (Tizio v. Caio, nelle citazioni giudiziarie anglosassoni). Etimologicamente identica al versus poetico — entrambi da vertere, «volgere» —, se ne separa per funzione: là solco metrico che si volta, qui direzione dell’opposizione.
