4. Margini, tagli e barbe

massicoté

massicoté — «tagliato a ghigliottina». L’esemplare rifilato con il massicot, la cesoia meccanica moderna, che produce un taglio netto e perfettamente pareggiato: il termine ha sfumatura quasi sempre negativa nel lessico bibliofilo, giacché denuncia una rifilatura industriale e brutale, opposta al rispetto artigianale del margine. Un esemplare massicoté ha perduto ogni irregolarità — dunque ogni

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tête dorée

tête dorée — «taglio superiore dorato». La doratura applicata al solo taglio di testa (superiore), lasciando grezzi o intonsi gli altri due: soluzione elegante e diffusa nel libro moderno, giacché la doratura della testa protegge dalla polvere il taglio più esposto, conservando però le barbes e l’eventuale stato non coupé dei tagli laterale e inferiore.

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tranches

tranches — «tagli». I tre lati del blocco delle carte rifilate — il taglio di testa (superiore), il taglio di piede (inferiore) e il taglio davanti o di gronda (esterno) —, considerati come superficie suscettibile d’ornamento: il catalogo li descrive nel loro stato e nella loro decorazione. Da distinguersi dai margini in quanto designa non

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témoins

témoins — «testimoni». Le porzioni di margine rimaste più lunghe delle altre, sfuggite alla rifilatura e conservate a testimonianza dell’ampiezza originaria del foglio: il legatore avveduto, rifilando, lasciava di proposito qualche témoin per provare che non aveva accorciato l’esemplare. Sono dunque, come le barbes, prova materiale del rispetto dei margini, e il catalogo li registra

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barbes

barbes — «barbe». I margini irregolari e sfrangiati della carta fatta a mano, lasciati grezzi dalla forma e non pareggiati dalla rifilatura: lungi dall’essere difetto, le barbes sono prova preziosa che l’esemplare non fu rifilato (non rogné), e pertanto elemento di pregio attivamente ricercato. La loro presenza è cicatrice onorevole, testimonianza della carta vergine e

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rogné court

rogné court / court de marges — «rifilato corto, di margini scarsi». Il difetto della rifilatura eccessiva, che ha ridotto i margini fino a sfiorare — o, nel caso più grave, a intaccare — il testo, le illustrazioni o le note marginali: è penalizzazione cospicua, giacché compromette l’integrità della pagina e l’eleganza del volume.

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rogné

rogné — «rifilato». L’esemplare i cui tre tagli furono pareggiati dalla cesoia del legatore, con conseguente asportazione di margine: è la condizione normale del libro rilegato, ma per ciò stesso meno pregiata del non rogné, giacché ogni rifilatura sottrae alla pagina parte della sua estensione. Il catalogo lo dichiara quando la rifilatura sia stata abbondante,

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ébarbé

ébarbé — «sbarbato». L’esemplare i cui margini furono leggermente regolarizzati, asportando le sole barbes ma senza una vera rifilatura: operazione intermedia fra il rispetto integrale (non rogné) e la rifilatura piena (rogné). Il termine designa pertanto un intervento minimo, che pareggia i bordi più irregolari conservando però l’ampiezza dei margini. Il catalogo lo registra con

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