8. Difetti, restauri e formule reticenti

en l’état

en l’état — «nello stato (in cui si trova)». Formula (vendu en l’état) con la quale il venditore declina ogni garanzia e avverte che l’esemplare presenta difetti — di norma molti o gravi — che non si impegna a elencare né a garantire. L’état (Appendice) compare anche come clausola commerciale (vendita senza diritto di reso).

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défauts d’usage

défauts d’usage — «difetti d’uso». La formula che attribuisce i difetti al normale uso del libro, normalizzandoli come inevitabili e veniali: quelques défauts d’usage, traces d’usage. È formula attenuante che naturalizza il difetto, presentandolo come conseguenza fisiologica del tempo e del maneggiamento: sfregamenti, cuffie consumate, angoli smussati, lievi macchie.

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sans gravité

sans gravité — «senza gravità, di poco conto». La formula attenuante per eccellenza, con cui il catalogo riconosce un difetto negandone l’importanza: quelques rousseurs sans gravité, petit défaut sans gravité. È fra le espressioni maggiormente rivelatrici del lessico reticente, e da vagliare sempre: «senza gravità» è giudizio soggettivo del venditore, che minimizza.

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accidents

accidents — «danni, incidenti». Termine generico e attenuante con cui il catalogo allude a guasti vari senza precisarli: quelques accidents, petits accidents à la reliure. La genericità è essa stessa il segnale: dove il catalogo parla d’accidents senza specificare, il lettore esperto sospetta che la vaghezza attenui e raccolga, sotto un termine blando, difetti che

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réenmargé

réenmargé — «rimarginato, con margini reintegrati». L’intervento con cui i margini logorati, lacerati o troppo corti d’una carta sono reintegrati con carta antica aggiunta: il réenmargeage ricostruisce il margine perduto innestando carta coeva. Formula che confessa un difetto preesistente grave — il margine era mancante o lacerato (manque, rogné court) — e che il lettore

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encollé / remonté / doublé

encollé / remonté / doublé — «incollato / rimontato / foderato». La gamma degli interventi sulla carta o sulle tavole: encollé (rinforzato con collatura), remonté (la carta originale applicata su un nuovo supporto), doublé (foderato, sostenuto da una seconda carta sul verso). Sono interventi che il lettore deve valutare, giacché ciascuno confessa una fragilità preesistente:

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exemplaire lavé

exemplaire lavé — «esemplare lavato». L’esemplare la cui carta è stata lavata — immersa in bagni chimici al fine di rimuovere macchie, fioriture e ingiallimenti e restituirle candore: intervento radicale che il catalogo dichiara talora come pregio (lavé et encollé), talora reticentemente. Formula a doppio taglio: il lavaggio ammette che la carta era macchiata o

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restauré / consolidé / renforcé

restauré / consolidé / renforcé — «restaurato / consolidato / rinforzato». La gamma dei participi che dichiarano interventi di riparazione di gravità crescente: restauré (generico), consolidé (reso stabile ciò che cedeva), renforcé (sostenuto un punto debole). Ciascun termine confessa, attenuandolo, un difetto preesistente: si consolida ciò che era allentato, si rinforza ciò che era debole,

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restauration (habile)

restauration (habile) — «restauro (abile)». La dichiarazione d’un intervento di restauro, spesso accompagnata dall’elogio della sua perizia: restauration habile, habilement restauré. Formula reticente per eccellenza: si loda l’abilità del restauro, dunque l’esemplare aveva un difetto da riparare. L’elogio della perizia («abile», «discreto», «invisibile») attenua l’ammissione senza cancellarla. Il lettore esperto traduce: restauration habile significa «c’era

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